Tecniche di base del Surf Casting

LE TECNICHE SPECIALIZZATE

IL TUBO DI STUFA
(IL GRONGO/2)


La seconda parte dello speciale Surf Casting dedicato al Grongo di Rinaldo Troiani.
Leggi la Prima Parte




Il grongo anche se di piccole dimensioni assicura comunque una buona dose di divertimento.

Eccomi ancora qui, l'ultima volta ho raccontato in maniera scherzosa una vicenda di pesca immagino come tante, questa volta tenterò di spiegare in maniera più tecnica possibile, come affronto la pesca mirata al nostro lungo amico.
Cominciamo parlando del quando tentare di catturare questa preda, il GRONGO è un predatore che si avvicina alla portata delle nostre esche prevalentemente durante i mesi invernali anche se si può catturare durante tutto l'anno, non ama molto il mare in burrasca ma sicuramente una media risacca ed un'acqua velata sono buoni auspici per la sua cattura, dato che approfitterà della confusione e della cattiva visibilità per avvicinarsi alle sue prede (in sostanza tutte) e sferrare il suo poderoso morso.
Personalmente utilizzo CANNE con potenza superiore ai 100 gr. Questo perché bisogna tenere conto delle esche, spesso voluminose e pesanti, utilizzate. Se immaginiamo di utilizzare un PIOMBO da 150gr e una sarda intera che, anche se di piccole dimensioni, raggiunge tranquillamente i 30gr. Abbiamo un totale di 180gr., questo peso non recherà danno al nostro prezioso attrezzo ma sicuramente ne comprometterà la prestazione.
Per quanto riguarda il MULINELLO è bene utilizzare un attrezzo di buone dimensioni e capienza soprattutto dotato di un rapporto di recupero basso 4:1 dato che potremmo avere a che fare con un autoveicolo come quello descritto nel racconto.
La bobina dovrà essere caricata con un FILO di dimensioni adeguate mai al di sotto del 0,22 (se d'ottima qualità), l'ideale è lo Ø 0,25 garantendo robustezza e nel contempo non penalizzando eccessivamente la gittata.
Un bel grongo catturato di notte a surf Come MONTATURA sono valide sia la montatura a bandiera (autoferrante) sia la montatura scorrevole ma rigorosamente mono-amo.
Io utilizzo come TERMINALE o un Ø 0,30 o un Ø 0,35 lungo 150 cm. con una brillatura vicino all'amo di 10/15cm., ma si può salire tranquillamente fino allo Ø 0,60 soprattutto con acqua torbida. Ripeto il GRONGO non fa complimenti specie se affamato.
L'apparato masticatore del simpatico serpentone non è certo tra i più delicati, anzi potente e fornito di tanti piccoli taglienti dentini che non aspettano altro che il nostro filo e i nostri ami per farne scempio. Provate dopo aver catturato un'esemplare di discrete dimensioni ad aprirgli la bocca con qualsiasi attrezzo vedrete che quello che sto dichiarando corrisponde alla verità.
Per gli AMI personalmente non scendo mai sotto la misura 1, non vi spaventate anche un esemplare di 100 gr. non avrà problemi ad ingoiarlo, in ogni caso le misure vanno da 1 a 2/0 di tipo a filo robusto e dalla punta affilata.
Veniamo alle ESCHE come già detto il menù è ampio ma le esche, a parte la Sarda regina indiscussa di questa pesca, che hanno dimostrato sul campo la loro validità sono:

  • Il CALAMARO montato sia intero, se di dimensioni ridotte, sia a trance (esca valida anche per la Spigola e la Razza);
  • Il filetto di CEFALO montato come la sarda con la pelle rivolta all'interno e tenuto insieme dal filo elastico;
  • Il CONFETTINO (a Roma: occhio di canna) montato da solo o in tandem.


  • Funzionano bene anche gli inneschi misti tra le esche appena citate date largo alla fantasia.

    Prima di annoiarvi mi fermo qua ci vediamo presto IN BOCCA AL SERRA…..

    P.S. Se volete contattarmi per complimenti (spero) o per insulti (spero di no). Mattoxsurf@mixmail.com

    (segue)



    FINE SECONDA PARTE




    Leggi la Prima Parte

    © Pescare.net - 2000 Riproduzione vietata.