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PESCA ALL'ASPETTO/2La
tattica pressappoco è la seguente: il cacciatore nuota silenzioso in
superficie ed esplora il fondo dall'alto. A un certo punto scorge al
limite della scogliera un branco di Dentici, o un gruppo di grossi Saraghi,
o una coppia di Orate.
Dopo la capriola, il sub si allontana dalla superficie con un paio di falcate, quindi rimane fermo e si lascia trascinare sul fondo dal peso della zavorra, raggiungendo il posto prescelto per l'agguato. A questo punto è indispensabile cercare di integrarsi con il fondale circostante, rimanendo in perfetto silenzio ed immobilità. La preda si chiede che cosa sarà mai quella "cosa" arrivata da lassù… Penserà che forse è il caso di dargli un'occhiata più da vicino, ma con prudenza però! La preda o le prede si iniziano ad interessare al pescatore e si avvicinano guardinghe. Saltare fuori dal vostro nascondiglio, imbracciando il fucile "tipo Rambo", avrebbe come unico risultato la smaterializzazione dei pesci che diventeranno un piacevole ricordo in pochi attimi. Bisogna aspettare ancora qualche secondo, per farli avvicinare rimanendo comunque immobili. Quando saranno a tiro, spostiamo millimetricamente la punta dell'arpione alla preda più vicina (e non alla più grossa!) e quando sarete pronti, sparate… se non è venerdì 13 e se il vostro bioritmo è in fase positiva potrete anche fare centro, nel qual caso, con una pinnata potente, metterete le mani sulla preda tanto ambita. Se invece mancate la preda non imprecate e non esagitatevi come degli ossessi… i pesci saranno scattati in ordine sparso allo scoccare della freccia ma si saranno già radunati poco distante. Recuperate l'arpione e risalite in superficie seguendo una direzione opposta a quella dei pesci. Seguite dall'alto l'evolversi della situazione. Se i pesci rimangono nei paraggi, potrete tentare un altro agguato più in là, in cerca di maggior fortuna. Se, al contrario i pesci hanno capito le vostre intenzioni, conviene cambiare zona e non insistere.
Alcune prede, come il muggine e la spigola, possono essere stimolate maggiormente delle altre nella curiosità, muovendo leggermente le pinne, facendo finta di grufolare sul fondo o altre azioni poco aggressive. In determinati tipi di fondale, è possibile sperimentare diversi tipi di appostamento: le franate, ad esempio, permettono di mettere in atto tecniche di aspetto meno statiche, passando da un ricovero ad un altro, seguendo una direzione parallela a quella delle prede. Spesso i pesci, rassicurati dal vostro disinteresse a loro, vi si affiancheranno, dandovi la possibilità di scoccare una freccia; altro ambiente interessante, sono le dighe frangiflutti dove è possibile pescare all'aspetto anche senza immergersi, ma rimanendo immobili al riparo di qualche grosso cubo di cemento e aspettando che qualche grosso muggine o una bella salpona passino a tiro. La spigola, in questo ambiente è molto frequente e vederla materializzarsi davanti al vostro arpione non è un evento straordinario. Starà alla vostra prontezza di riflessi e alla vostra mira sparare in tempo utile e colpirla. Le fasi di recupero, sono difficilmente un problema, se la preda rimane presa dall'arpione; non è raro che la preda venga solo ferita e non trattenuta… in questo caso può essere estremamente pericoloso buttarsi all'inseguimento, prolungando oltre l'apnea già alla linea rossa. Ricordate che nessuna preda può valere una vita umana, soprattutto la vostra! |
FINE