
Tecniche di Pesca dalla Costa Le dighe Frangiflutti
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Un interessante e completo articolo sulla pesca dalle dighe frangiflutto, vi illustra le migliori tecniche da praticare in questo ambiente, sicuramente il più praticato dagli appassionati di pesca in mare.
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> Speciale Pesca al Cefalo
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L'ambiente portuale è considerato dai pescatori uno degli ambienti marini più fruttuosi per la maggior parte delle tecniche di pesca dalla costa e, in special modo, le dighe frangiflutti poste a protezione delle banchine portuali esterne, oppure a protezione delle intere aree portuali nei porti più piccoli. Queste dighe sono costruite artificialmente dall'uomo, utilizzando blocchi di roccia di cava oppure blocchi di cemento, posti uno sull'altro, in modo da offrire uno sbarramento alle onde e alla forza di erosione del mare che altrimenti intaccherebbe le banchine interne, mettendo a repentaglio la sicurezza delle imbarcazioni ormeggiate. Si crea così un ambiente marino, che seppur artificiale, imita parecchio l'ambiente naturale delle franate di roccia, con il vantaggio per il pescatore di raggiungere facilmente la postazione di pesca e di poter praticare le tecniche a diverse profondità. Di contro, essendo le dighe ambito portuale, sono sempre più spesso sottoposte a divieti e controlli da parte della Capitaneria di porto e quindi non sempre è permesso praticare la pesca.
Attrezzatura, tecniche e prede
Le dighe sono sempre state utilizzate per lo svolgimento delle gare di pesca, sia per la facilità di organizzazione delle postazioni e sia per l'abbondanza di pesce. Naturalmente, la maggior parte dell'attrezzatura agonistica è stata sviluppata per lavorare bene in questo ambiente. Senza dover acquistare un'attrezzatura da gara, una oculata scelta di attrezzatura di base può permettere al pescatore di mettere in pratica la maggior parte delle tecniche possibili in questo ambiente. Vediamole insieme:
Passiamo alle tecniche. Principalmente, le tecniche tipiche di questo ambiente si dividono in due grandi categorie: la pesca a fondo e la pesca a galla. Altre tecniche come la pesca all'inglese, il rock fishing, lo spinning, ecc. sono fruttuosamente praticabili in questo ambiente e vi rimandiamo ai relativi articoli tecnici.
Pesca a Fondo: questa tecnica può essere messa in pratica in due modi:
Pesca a galla: in questa categoria si raccolgono diverse tecniche che trovano nelle dighe portuali uno degli ambienti ideali per essere praticati. Possono essere impiegate sia le canne fisse che le bolognesi, a seconda della distanza a cui stazionano i pesci. Vediamole insieme:
ESCHE
In questo ambiente sono la sardina e il gambero le esche principali utilizzate, seguite dai vari anellidi, le pastelle, i bigattini, cozze ed altri molluschi, calamari a pezzetti. La sardina viene sempre innescata a pezzettini, ricavati dal dorso del pesce che sono più dure e consistenti. Il gambero può essere anch'esso innescato a pezzetti, oppure intero se di piccole dimensioni. La reperibilità naturale delle esche da parte delle prede ne consiglia l'uso, quindi va data la preferenza a quelle esche che presumibilmente le prede sono abituate a procurarsi da sole. A es. se le cozze sono presenti nella zona di marea, ne è consigliabile l'uso, perché saraghi ed orate sono abituate a mangiarli, oppure in presenza di visibili zone di misto sabbia-scogli i gamberetti e gli anellidi sono da consigliare. Fanno eccezione le esche per i cefali che rimangono sempre sarda e pastelle quelle più efficaci. Al contrario, conviene usare i bigattini, esclusivamente in zone dove le prede sono abituate a mangiarli, oppure iniziare ad utilizzarli con adeguate pasturazioni.
PASTURE
Come gli atri ambienti di pesca anche le dighe frangiflutti richiedono un'adeguata pasturazione. Anzi, visto il diretto contatto con il mare aperto, attirare i branchi di pesce e tenerlo riunito a tiro di canna diventa fondamentale e una cattiva pasturazione può seriamente compromettere la nostra battuta di pesca. La pasturazione migliore è direttamente legata ai tre fattori fondamentali che ci porteranno a sceglierla: tipo di preda, tipo di esca impiegata, profondità di pesca. Vi diamo alcune indicazioni utili per scegliere la pastura più indicata:
| PREDE | ESCA | PROFONDITA' | PASTURA | | Cefali, salpe, boghe, ecc. | Sardina, pastelle, gambero | Fondo | Sfarinati di fondo arricchiti di sarde macinate | | Idem | Idem | Mezz'acqua | Sfarinati di superficie arricchiti di sarde macinate | | Idem | Bigattino | Fondo | Bigattini incollati | | Idem | Idem | Superficie o mezz'acqua | Bigattini | | Spigole, saraghi, orate | Bigattino | Fondo | Bigattini incollati, eventualmente con sabbia fine | | Idem | Idem | Superficie o mezz'acqua | Bigattini | | Pesca a fondo | Sardina, gamberi, anellidi | Fondo | Pane ammollato con salamoia di acciughe o sarde fresche macinate | | Idem | Cozze | Idem | Cozze frantumate |
Ricordate di valutare la presenza di corrente che può trascinare la pastura e di conseguenza le prede più a valle. In questo caso, conviene lanciare la pastura più a monte e sfruttare quindi la corrente per portare i pesci sotto la canna. Anche il moto ondoso deve essere valutato e in caso di mare mosso, bisogna pasturare vicino ai massi della diga; sarà la corrente in uscita a portare la pastura alla giusta distanza di pesca.
Stagioni e orari
La diga frangiflutti è uno dei pochi ambienti marini ad essere in attività in tutte le stagioni. I periodi migliori sono sicuramente la primavera e l'autunno dove la maggior concentrazione di pesce lo rende uno spot insostituibile.
Per quanto riguarda gli orari, sia la mattina presto che le ore di buio permettono di fare catture più pregiate (spigole) e più abbondanti (boghe ed occhiate). Se il mare è mosso o in scaduta, sulla diga è possibile catturare a qualsiasi ora del giorno, soprattutto in concomitanza dell'alta marea, perché sono moltissime le prede che scelgono questo ambiente per alimentarsi in queste condizioni meteomarine.
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