Seppia


(Sepia afficinalis)

Caratteristiche
Caratteristica principale della Seppia, come di tutti i Cefalopodi, è quella di avere il capo circondato da una serie di tentacoli: in questo caso, due braccia tentacolari, più lunghe, retrattili e dotate di ventose, e otto tentacoli di minori dimensioni, ma sempre ricoperti da ventose. Il corpo della Seppia è ovale, schiacciato, come ovale e schiacciata è la conchiglia interna (il famoso osso di seppia) che rimane coperta dal mantello. Il corpo inoltre, è interamente bordato da due pinne, di uguale altezza, che nella zona posteriore risultano separate. La bocca è dotata di due mascelle cornee che sembrano un becco di pappagallo. Gli occhi sono grandi e le pupille, molto strette, hanno una forma simile all’omega dell’alfabeto greco.
Raggiunge una lunghezza massima di 35 centimetri e non ha una colorazione definita perché, essendo dotata di un eccezionale mimetismo, assume sempre il colore dell’ambiente che la circonda. La Seppia si riproduce deponendo uova a forma di pera, nerastre, grosse come piccoli acini d’uva. Proprio per provvedere alla fecondazione della femmina, uno dei tentacoli del maschio che prende il nome di ectocotile, subisce una trasformazione in modo tale che, al posto delle ventose, vi siano dei sacchetti trasparenti in cui è contenuto lo sperma. Al momento della riproduzione questo braccio penetra sotto il mantello della femmina, fecondandola. Le uova vengono quindi deposte in grappoli e fissate a corpi sommersi e le larve, subito dopo la nascita, presentano già le caratteristiche degli individui adulti.
Il cibo preferito dalla Seppia è costituito da crostacei e piccoli pesci, che il Cefalopodo cattura utilizzando le due braccia tentacolari prensili. Queste braccia vengono in genere tenute retratte ma, quando qualche ghiotto boccone le passa a tiro, la Seppia le allunga con eccezionale rapidità e, ghermita la preda, se la porta alla bocca.

Dove vive
Molto comune nel Mediterraneo, la Seppia si può trovare alle più diverse profondità: da pochi metri a 100 metri e anche più. Se ne sta, in genere, su fondali sabbiosi e fangosi, con una spiccata preferenza, però, per le zone dove sono presenti anche fioriture di alghe. Qui si aggira a pochissima distanza dal fondo, nuotando in posizione orizzontale, utilizzando le pinne che circondano il suo corpo. Quando vuole arretrare, poi, innesta la retromarcia espellendo violentemente l’acqua dal sifone, come fanno anche gli altri Cefalopodi. Quando, invece, è stanca, si adagia mollemente sul fondo e, spesso, si ricopre addirittura con un leggero strato di sabbia o di detriti, in modo tale da diventare quasi invisibile. Nel caso venga disturbata, infine, la Seppia mette in fuga i suoi assalitori spaventandoli con l’emissione di una sostanza nera, il famoso inchiostro contenuto in un’apposita sacca.

Tecniche di pesca
Dalla barca e subacquea.

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