Spigole e Cefali a Bisceglie (Ba)

Da quando mi cimento nel nostro sport preferito, mi e’ capitato spesso di “puntare” date prede e, alla fine dell’ uscita, ritrovarmi con tutt’ altro nel carniere. Ma quello che accade a Bisceglie (Ba) e’ indescrivibile.

Domenica 03/09/2000. Alle 17 calo la mia lenza in acqua, cercando di insidiare qualche spigola, magari di discrete dimensioni. Il braccio artificiale della “lega navale italiana” di Bisceglie offre un buono scenario e consente di pescare con le tecniche piu’ svariate( dalla canna fissa per i pesci di scoglio, alla bolognese per le prede piu’ ambite, fino ad un moderato ledgering facendo attenzione a non beccare qualche natante di passaggio!). Noi, preferendo la bolognese agli altri sistemi, ci siamo preparati di conseguenza: galleggianti a penna di pavone o inglesi di grammatura pari al 2g+1/3g+1/3g+2(finanche al 4+1 a causa del forte vento che ci infastidiva); stopper incorporato per poter variare l a profondita’ di pesca, lenza di partenza costituita da un monofilo Ø0.14 della lunghezza di 2,20 mt. circa; ami n° 14-16; per le spigole, pastura ed esca a base di bigattino, per i cefali pastura a base di farina e sarda sfarinata, esca costituita da una pasta di nostra preparazione(v. sotto).
Ora, che nella pesca non ci sia niente di sicuro e’ cosa risaputa, ma che, preparato minuziosamente per la pesca alla spigola e, poi, per il cefalo, mi ritrovi in carniere dopo 6 ore di pesca un’ aguglia, una mormora, una piccola orata, una boga e una salpa, mi lascia perplesso: dove sono le spigole? Puo’ essere che l’ acqua non molto limpida(causata dal vento 10 nodi ca. e dalla corrente di fondo) le abbia indotte a essere molto diffidenti verso l’ esca del giorno (bigattino), o forse hanno preferito trattenersi all’ esterno del braccio, dove il frangersi delle onde sui massi permettevano il distaccamento di cibo maggiormente gradito. Fatto sta che “toccate” di spigola non se ne sono viste.
Lo scenario non e’ mutato quando si e’ puntato sui cefali che, si dice sul posto, quest’ anno sono estremamente abbondanti e anche di notevoli dimensioni: mutando la pasturazione(e usandone una in commercio adatta ai cefali che piu’ volte, in altre zone, ha dato i suoi discreti frutti) e l’ esca(una pasta a base di farina, acciughe, olio e acqua dolce) il risultato non cambia. Di cefali nemmeno l’ ombra.
Il tutto ci e’ sembrato ancora piu’ strano perche’, a parte le note caratteristiche di questa specie e la sua familiarita’ coi porti, noi eravamo non molto distanti da alcune vasche di allevamento di orate e con tutto il cibo che da queste fuoriesce, i cefali avrebbero dovuto concedersi dei lauti banchetti, ma cosi’ non e’ stato. Possibile che anche per loro le condizioni climatiche abbiano rappresentato un deterrente all’ abboccare ai nostri specifici inviti a cena? O piuttosto occorre iniziare a parlare di pesca “intensiva” in questa zona da parte dei pescatori abituali? Sarebbe strano perche’ comunque si tratta di uno specchio d’ acqua marina, quindi scarsamente soggetto ai problemi che invece si riscontran in acqua dolce( e che hanno indotto da tempo i pescatori a praticare il “no kill”), ma forse il degrado che il fondale sta raggiungendo( flora deturpata dai pescatori piu’ incauti o inesperti, piombi e lenze che giacciono sul fondale, il rilascio in mare di rifiuti di ogni genere) sta cominciando a provocare danni o, quantomeno, a far mutare le abitudini della fauna marina di quello spazio che era un’ oasi felice per ina serena uscita a pesca, senza la necessita’ di pescare sotto le barche del porto o di dover uscire in barca, visto che non tutti possono permetterselo.
Personalmente, in mare non ho l’ abitudine di praticare il “no kill”(fatta eccezione per le minutaglie che sono al di sotto delle misure regolamentari per le quali e ‘ doveroso avere questo tipo di attenzioni), ma visto il mutare della situazione che , progressivamente, va peggiorando, occorrera’ cominciare a fare un po’ piu’ di attenzione e non essere del tutto incauti e sprovveduti. d’ altrocanto e’ interesse di tutti che la zona rimanga integra e la fauna “interessante” resti in zona. Fatte queste osservazioni, non posso trascurare l’ eventualita’ che si sia trattato dell’ ennesima giornata storta( sarebbe la 5° consecutiva!) e aspettare con pazienza la prossima per vedere che succede.

Flavio Civita

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